Facebook: primi passi verso le news a pagamento

Facebook news a pagamento

Le testate giornalistiche potranno vendere le proprie notizie: vantaggi per tutti.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: Facebook è un cantiere aperto che mette in piedi novità quasi ogni mese! L’ultima potrebbe interessare il settore dell’informazione, con le testate giornalistiche protagoniste.

Alex Hardiman, a capo del settore editoriale di Facebook (ha guidato il New York Times per ben 10 anni, non proprio l’ultimo arrivato!), ha affermato: “le persone vogliono un’informazione credibile e di qualità sulla nostra piattaforma”.

La soluzione?

Dare la possibilità alle testate giornalistiche di ritagliarsi un ruolo di spicco all’interno del social a tinte blu.

E’ molto più che un’idea quella rivelata da Alex Hardiman nella sede Facebook di Milano: stanno per cominciare i primi test, che interesseranno Stati Uniti ed Europa (non è escluso che ci sia un test anche con un partner italiano).

Nello specifico, di cosa si tratta?

La nuova idea del social a tinte blu è quella di importare sulla piattaforma il modello di news con abbonamento, in 2 diverse modalità:

  • Freemium – con gli editori che decideranno quali/quanti contenuti offrire gratis e a pagamento
  • Paywall – dove sarà possibile leggere fino ad un TOT di articoli online, poi verrà richiesto di sottoscrivere un abbonamento.

Un vantaggio per tutti.

Se i test daranno esito positivo e la nuova modalità sarà implementata definitivamente su Facebook, a giovarne saranno in molti.

Gli editori per primi, che potranno contare su un nuovo canale di informazione da cui trarre profitto e visibilità (Facebook promette agli editori grande visibilità, oltre al 100% degli introiti, senza spartizione). Si parla di un logo della testata ben visibile, articoli correlati e presenza nelle tendenze: un vero e proprio boost per branding, posizionamento e visibilità in generale.

Facebook, pur rinunciando al guadagno meramente economico fornito dagli abbonamenti (come detto, 100% riservato agli editori), potrà scrollarsi di dosso il titolo di “generatore di fake news”, aumentando la soddisfazione percepita dagli utenti e chissà, forse anche ampliare ulteriormente il suo bacino di utenza (la soddisfazione dell’utente è una moneta di scambio molto preziosa per un social network).

Gli utenti potranno beneficiare di un servizio professionale editoriale, senza dover preoccuparsi di cadere nell’inganno delle fake news, in più, come hai potuto leggere nel paragrafo precedente, una parte del servizio potrebbe essere gratuito… un servizio in più (di valore) senza dover spendere nulla, se non per passare ad un abbonamento “premium”.

In conclusione

Facebook continua a implementare servizi, a migliorare la piattaforma e a renderla sempre più una soluzione “all in one”, in modo da tenere l’utente all’interno del social il più possibile (non dimentichiamoci delle recenti implementazioni, come ad esempio il sistema di annunci per la vendita tra privati, Marketplace).

Zuckerberg ha le idee chiare sulla sua creatura: un contenitore di multimedialità, socializzazione e business… la formula sembra funzionare a meraviglia!

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